Posizionare: cosa è cambiato negli ultimi anni

Il modo con cui Google indicizza e posiziona i siti web è cambiato. Dal 2013 anni i motori di ricerca hanno ridefinito gli orizzonti ridelineando le modalità, le strategie di classificazione e di risultato per i siti web che indicizzano e posizionano.

Un cambiamento avvenuto negli ultimi 3 anni 
Ci troviamo di fronte ad un nuovo modo di concepire il posizionamento nei motori di ricerca. Un cambiamento, a favore degli utenti (al centro) e delle organizzazioni (che desiderano farsi trovare) spinte (da Google) a ripensarsi, a dialogare, ad essere presenti e ad unire l’offline con l’on line.Eravamo abituati a pensare per “parole chiave” (per keywords). Tant’è che le stesse agenzie, specializzate in SEO, fornivano il servizio in relazione alla quantità di keywords su cui si concordava di lavorare; vi si dava un valore economico e si partiva (“veloci, per cortesia”) con il lavoro, che spesso era “delegato” (dal committente) ai professionisti della SEO. Google ha messo fine all’indicizzazione per parole chiave. Quindi i siti web vengono analizzati, valutati e classificati sulla base di paramenti più articolati, estesi e ad ampio respiro. Era bello e facile, un tempo, lavorare solo con le keywords, almeno cosi sembrava, finchè non se ne è abusato e siamo finiti per digitare “lavatrice” ottenendo risultati discordanti, “pneumatici” o peggio. I motori di ricerca hanno riesaminato i parametri di posizionamento e definito che:

  • Un utente si attende di trovare risultati consoni alla propria ricerca
  • Un utente si attende di navigare contenuti significativi per la ricerca fatta
  • Un utente si attende di visualizzare correttamente un sito web, al di la del dispositivo che utilizza (soprattutto se è un dispositivo mobile)

Quali sono questi parametri? 
Ti chiederai quali sono, anche noi e tutti i giorni, perché il lavoro di chi si occupa di posizionamento è quotidiano e si districa tra confronto, analisi, test, comparazioni, studio, riflessione e un pizzico di fortuna, si, proprio fortuna, perché i motori di ricerca non rendono pubblici i loro algoritmi, non completamente.Quindi gli addetti diventano esperti osservatori delle dinamiche. Si diceva dei parametri. Google ha messo al centro noi, utenti che cerchiamo, ragionando su quello che ci aspettiamo quando, inserita una parola di ricerca, premiamo invio. La lista che otteniamo si chiama SERP (Search Engine Result Page) e dipende da cosa Google ha trovato nei nostri siti web, e non solo, ma dalla presenza complessiva on line di una organizzazione. Per semplificare, ecco un esempio di “dove” Google “pesca” le informazioni che noi ritroviamo nella SERP.

 

In pratica Google “affonda i suoi spiders” in tutti i “contenitori di presenza” dove una organizzazione deposita i propri contenuti. Cosa ci sta chiedendo Google? Di curare attentamente la nostra presenza on line, attraverso una reale e intenzionale volontà di comunicare valore agli interessati. Ci chiede di valutare attivamente chi siamo e cosa comunichiamo, verificando che il risultato sia corrispondente alle nostre intenzioni comunicative. La nostra reputazione è quella che si formerà nella mente delle persone che ci troveranno ed è direttamente connessa con contenuti, modi e contenitori che mettiamo in gioco.

 

Cosa dunque, Google, valuta? 
Se immaginiamo una linea orizzontale formata da 100 caselle (il metro di valutazione della nostra presenza on line), l’ideale è di vederle tutte accese di verde, perché più saranno, maggiore sarà la nostra possibilità di essere presenti nella SERP. Google ci guarda, ci classifica, ci mette nella SERP. Saremo premiati, se faremo bene il nostro lavoro bene.
Diamoci dentro, or dunque, ma come? È importante conoscere a cosa Google da effettiva importanza:

  • Come è tecnicamente costruito il sito web (compito che possiamo lasciare ai tecnici che sapranno cosa fare e lo faranno senza dubbio bene, noi pensiamo ad altro, nel frattempo)
  • Il sito è ottimizzato per smartphone e tablet? (se non lo è saremo penalizzati)
  • Abbiamo buon traffico? (siamo visitati costantemente? I siti più visitati hanno precedenza su quelli meno visitati, teniamolo a mente)
  • Come sono costruiti i testi contenuti nei siti web (ci siamo rivolti ad un copy che sa il fatto suo e mastica un po’ di SEO?)
  • Quanto “antico” è il nostro nome a dominio? (più è anziano e maggiore valore avrà)
  • Quali social network utilizziamo (non trascuriamoli e non sottovalutiamoli)
  • Quanto siamo presenti nei social (Curiamo la community? Pubblichiamo con costanza e buona frequenza? Quanto interagiamo con altre pagine e profili? Rispondiamo rapidamente ai messaggi? In pratica, facciamo una buona attività di community management?)
  • Quanto siamo presenti in altri siti? (qualche giornale on line ci cita? È una testata importante?)
  • Cosa stanno facendo i nostri concorrenti nel web (stanno facendo più azioni di noi? Teniamoli d’occhio, potremmo imparare nuove cose)
  • Quanto il settore in cui siamo presenti è competitivo? (ve ne sono alcuni poco concorrenziali, altri, pensa al turismo, che investono costantemente in pubblicità on line)
  • L’utilizzo di Google AdWords (un po’ di pubblicità a pagamento potremmo aiutarci a scoprire cose nuove)

Il ruolo dei contenuti 
Gli aspetti chiave (poi declinati nei diversi contenitori), da tenere davvero sottocchio sono fondamentalmente 2:
– I contenuti
– Il loro aggiornamento

Sembra proprio che i motori li abbiamo messi al centro, assieme agli utenti, dando loro un ruolo di regnanti (il content marketing è stato promosso e autorizzato a dire la sua, perché senza, non si è autorevoli, quindi significativi, quindi con il rischio di non esserci nella SERP).

8 cose da tenere a memoria
Tirando le somme, senza obbligo ne intenzione di esaustività, eccole 8 cose da tenere bene a mente:

  • I contenuti sono letti dai motori di ricerca e si riflettono direttamente nella SERP
  • I contenuti sono letti dai tuoi utenti (e decideranno come agire)
  • Le keyword hanno perso la loro efficacia
  • Sii presente in diversi contenitori (di presenza)
  • Cura la tua presenza on line
  • Dai valore ai social network
  • Sii attento tanto alle relazioni on line (generano back links) come a quelle off line
  • Studia i tuoi concorrenti, con costanza e dedizione

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